4 maggio 2018


Il Tiro con l’Arco una disciplina che si pratica tutto l’anno, 
Cerca il Team o Compagnia più vicina a te
Su Arco senza barriere gli indirizzi dove avvicinarsi per il tiro con L'arco 
www.arcosenzabarriere.it/

5 aprile 2018

Dopo tanto lavoro e passione insieme agli arcieri Don Bosco siamo riusciti ad attrezzare una palestra accessibile per il tiro con l'arco al centro di Napoli che può ospitare la disabilità . ringrazio la grande collaborazione del presidente Comitato Italiano Paralimpico Campania sig Carmine Mellone , il delegato provinciale Fitarco Luca Salese, l'istruttore Giovanni Castaldo per aver collaborato in questo progetto .Indirizzo: sede Don Bosco via Umberto Maddalena 268 Napoli

9 dicembre 2017

La Storia dell’Integrazione parte da Lontano

La Storia dell’Integrazione parte da Lontano
La prima manifestazione sportiva che mise in campo persone con disabilità la si riscontra in America nel 1948, anno nel quale i reduci delle seconda guerra mondiale con problemi alla colonna vertebrale rientrarono nel proprio paese e per loro fu organizzata una partita del medico Ludwig Guttmann.
Da allora di altre manifestazioni, idee, spunti e anche si lotte per affermare non solo il principio del gioco ma anche quello secondo cui una persona che ha problemi fisici o di natura psichica ha diritto di integrazione piena e di divertirsi anche, si sono fatte strada fino ad arrivare all’oggi, alle Paralimpiadi ma non solo.
Un Elenco
Concludiamo il nostro articolo con un elenco parziale di sport per disabili
  • Atletica
  • Baseball
  • Basket
  • Basket in carrozzina
  • Bocce
  • Canoa
  • Curling in carrozzina
  • Equitazione
  • Golf
  • Hockey
  • Handbike
  • Judo
  • Nuoto
  • Scherma in carrozzina
  • Sci
  • Tennis in carrozzina
  • Tennis da tavolo
  • Tiro a segno
  • Tiro con l’arco
  • Vela
L’argomento è talmente ricco di spunti che abbiamo preferito parlare esclusivamente dell’integrazione che passa attraverso il gioco dello sport e la competizione che si può fare a diversi livelli.

4 novembre 2017

tre buoni motivi per avere un psicologo all'interno della società

3 buoni motivi per cui la figura dello psicologo dello sport è necessaria all’interno di una società sportiva.
  1. Un’orchestra non è sempre facile da dirigere!
La società sportiva può essere vista come una grande orchestra: allenatori, direttori tecnici, preparatori atletici, atleti, genitori sono i diversi strumenti musicali coordinati da un direttore d’orchestra, il presidente o i dirigenti. Se gli strumenti sono coordinati e interdipendenti tra di loro il risultato sarà un’ottima e piacevole sinfonia da ascoltare, al contrario se c’è poca armonia interna l’effetto sarà una musica poco gradevole e confusa. In una società sportiva perciò se le relazioni tra i diversi attori sono funzionali e i rapporti di ruolo sono chiari e condivisi allora il risultato potrà essere proprio una bella sinfonia! Lo psicologo ha il ruolo di supporto a questa grande orchestra aiutando a risolvere difficoltà relazionali, facilitando i rapporti tra le parti, proponendo visioni nuove e più funzionali di coordinamento della società e dei ruoli. Lo psicologo è perciò per la società sportiva una risorsa: mette in gioco le sue competenze per promuovere un funzionamento efficace della stessa finalizzato al benessere collettivo!
2- Benessere al primo posto
Lo sport genera benessere. Il benessere che si prova facendo sport deriva dal mettere alla prova se stessi, dal tendere a superare il proprio limite, dal sudore speso nelle ore di allenamento e tanto altro. L’intervento dello psicologo è improntato al potenziamento delle abilità personali: supportare i giovani nella crescita non solo come atleti, ma in primis come persone, e lo staff tecnico nello sviluppo professionale.
3- Valore aggiunto? Si, grazie
Scegliere di avere uno psicologo nel proprio staff rivela una scelta matura e consapevole. Curare il clima relazionale e investire nell’allenamento mentale sono due indiscutibili punti che rendono la società sportiva più competitiva!



30 ottobre 2017

Il prossimo 3 dicembre si celebra la Giornata dedicata alla disabilità, che quest’anno abbraccia il programma di obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi dell’ONU

La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2017 è un appuntamento che, nelle intenzioni, vuole rappresentare un momento di riflessione e discussione sulla disabilità sotto i vari fronti: politico, civile, sociale, educativo, medico.
Sarà, quest’anno, anche occasione per un importante bilancio: il 2017 coincide, infatti, anche con il decimo anniversario della Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, e ci sarà quindi modo di fare il punto su cosa sia cambiato nei 166 paesi che l’hanno nel frattempo ratificata.

Tema di quest’anno sarà, rispetto alle persone con disabilità e alla loro inclusione nella società, il raggiungimento dei 17 Obiettivi per il futuro che vogliamo: si tratta dei 17 Sustanable Development Goals, ovvero diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati e promossi dall’ONU, dopo gli “obiettivi di sviluppo del millennio “ nel 2015, per promuovere, nel prossimo futuro, lo sviluppo internazionale in modo sostenibile.

I 17 obiettivi riguardano:
1.Lotta alla povertà
2. Lotta alla fame
3.Promozione della salute e benessere per tutti e tutte le età
4. Accesso ad una istruzione di qualità
5. Parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.
6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari... Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari.
7. Energia rinnovabile e accessibile... Assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti.
8. Promozione dell’occupazione e di una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, per tutti
9. Promozione dell’innovazione e delle infrastrutture
10. Riduzione delle diseguaglianze all'interno e tra i Paesi
11. promozione di città e comunità sostenibili
12. Utilizzo responsabile delle risorse
13. Lotta al cambiamento climatico
14. Utilizzo sostenibile del mare
15. Utilizzo sostenibile della terra
16. Promozione di Pace e giustizia
17. Partnership per lo sviluppo sostenibile

22 settembre 2017

IL MENTAL COACH

il mental coach 


La motivazione è un ingrediente fondamentale per raggiungere il successo sportivo e per vincere a qualsiasi livello. Esistono molte diverse tipologie di motivazione come puoi leggere negli articoli della categoria motivazione.
Sulla questione su chi debba motivare gli atleti, l’allenatore o il mental coach, c’è molta confusione e spesso mi rendo conto che gli allenatori non vogliono nello staff un mental coach per la paura che non sia chiara la leadership e con la paura di creare “casini” tra i ruoli dello staff. Infine succede che l’allenatore lavora, spesso senza nessuna competenza, da solo sulla preparazione mentale del gruppo.
Quello che pochi hanno davvero capito è che il mental coach è un elemento dello staff come il preparatore atletico, il tattico, ecc… Si occupa di aiutare gli atleti a sviluppare la loro mentalità vincente e di prepararli mentalmente ed emotivamente a performare in maniera ottimale durante la competizione.
Il Mental Coach motiva l’atleta durante la competizione? Generalmente no! Perchè questo è il ruolo dell’allenatore.
Il Mental Coach è in grado di motivare l’atleta, ovviamente, ma non è suo interesse  legare la prestazione dell’atleta alle sue motivazioni. Il suo vero obiettivo è quello di aiutare l’atleta a scoprire la sua motivazione interna e utilizzarla nel momento più opportuno.

Ruolo dell’Allenatore

L’allenatore è il punto di riferimento dell’intero gruppo è colui che gestisce il gruppo degli atleti e lo staff che ha a disposizione. Generalmente delinea la direzione.
Si occupa della costruzione della squadra e del gruppo ( per gli sport di squadra ) e si occupa soprattutto di preparare l’atleta o gli atleti secondo la sua idea di “gioco”.
Durante la prestazione l’allenatore, dove è possibile, si occupa di gestire gli atleti. Nella gestione c’è anche la motivazione o la gestione dei momenti difficili.

Ruolo del Mental Coach

Il Mental Coach lavora con gli atleti in piena collaborazione con l’allenatore e lo staff. Generalmente si occupa con gli atleti di:
  • Preparazione mentale
  • Rafforzo dell’autostima e della sicurezza
  • Costruzione della mentalità vincente
  • Motivazione e approccio agli allenamenti e alle competizioni
  • Gestione e sviluppo della Comunicazione interna
Quando l’allenatore è davvero un vincente, il Mental Coach lavora anche con lui. Si occupa di:
  • Gestione delle emozioni ( dell’allenatore )
  • Comunicazione produttiva con se stesso e verso gli atleti
  • Gestione della motivazione
  • Tecniche di interruzione di modulo e rifocalizzazione
  • Tecniche di gestione degli allenamenti
Insomma il Mental Coach e l’allenatore non vanno in contrapposizione come credono erroneamente in molti. Il Mental Coach è una risorsa preziosa per il gruppo e per l’allenatore.

Rapporto Mental Coach e atleta durante la prestazione

Io credo che la migliore situazione è quando il Mental Coach e l’allenatore entrano in perfetta sintonia e gestiscono assieme, con l’allenatore che parla, la competizione. Insomma l’allenatore ha come risorsa aggiuntiva il mental coach che riesce a capire con molta facilità i “momenti” emozionali e mentali degli atleti, e si può stabilire insieme ( in pochi secondi ) come gestire al meglio al situazione.

Qualche volta, solo se l’allenatore lo permette e lo vede funzionale agli obiettivi, il mental coach interviene direttamente con gli atleti.

Il Tiro con l’Arco una disciplina che si pratica tutto l’anno,  Cerca il Team o Compagnia più vicina a te Su Arco senza barriere gl...