9 dicembre 2017

La Storia dell’Integrazione parte da Lontano

La Storia dell’Integrazione parte da Lontano
La prima manifestazione sportiva che mise in campo persone con disabilità la si riscontra in America nel 1948, anno nel quale i reduci delle seconda guerra mondiale con problemi alla colonna vertebrale rientrarono nel proprio paese e per loro fu organizzata una partita del medico Ludwig Guttmann.
Da allora di altre manifestazioni, idee, spunti e anche si lotte per affermare non solo il principio del gioco ma anche quello secondo cui una persona che ha problemi fisici o di natura psichica ha diritto di integrazione piena e di divertirsi anche, si sono fatte strada fino ad arrivare all’oggi, alle Paralimpiadi ma non solo.
Un Elenco
Concludiamo il nostro articolo con un elenco parziale di sport per disabili
  • Atletica
  • Baseball
  • Basket
  • Basket in carrozzina
  • Bocce
  • Canoa
  • Curling in carrozzina
  • Equitazione
  • Golf
  • Hockey
  • Handbike
  • Judo
  • Nuoto
  • Scherma in carrozzina
  • Sci
  • Tennis in carrozzina
  • Tennis da tavolo
  • Tiro a segno
  • Tiro con l’arco
  • Vela
L’argomento è talmente ricco di spunti che abbiamo preferito parlare esclusivamente dell’integrazione che passa attraverso il gioco dello sport e la competizione che si può fare a diversi livelli.

4 novembre 2017

tre buoni motivi per avere un psicologo all'interno della società

3 buoni motivi per cui la figura dello psicologo dello sport è necessaria all’interno di una società sportiva.
  1. Un’orchestra non è sempre facile da dirigere!
La società sportiva può essere vista come una grande orchestra: allenatori, direttori tecnici, preparatori atletici, atleti, genitori sono i diversi strumenti musicali coordinati da un direttore d’orchestra, il presidente o i dirigenti. Se gli strumenti sono coordinati e interdipendenti tra di loro il risultato sarà un’ottima e piacevole sinfonia da ascoltare, al contrario se c’è poca armonia interna l’effetto sarà una musica poco gradevole e confusa. In una società sportiva perciò se le relazioni tra i diversi attori sono funzionali e i rapporti di ruolo sono chiari e condivisi allora il risultato potrà essere proprio una bella sinfonia! Lo psicologo ha il ruolo di supporto a questa grande orchestra aiutando a risolvere difficoltà relazionali, facilitando i rapporti tra le parti, proponendo visioni nuove e più funzionali di coordinamento della società e dei ruoli. Lo psicologo è perciò per la società sportiva una risorsa: mette in gioco le sue competenze per promuovere un funzionamento efficace della stessa finalizzato al benessere collettivo!
2- Benessere al primo posto
Lo sport genera benessere. Il benessere che si prova facendo sport deriva dal mettere alla prova se stessi, dal tendere a superare il proprio limite, dal sudore speso nelle ore di allenamento e tanto altro. L’intervento dello psicologo è improntato al potenziamento delle abilità personali: supportare i giovani nella crescita non solo come atleti, ma in primis come persone, e lo staff tecnico nello sviluppo professionale.
3- Valore aggiunto? Si, grazie
Scegliere di avere uno psicologo nel proprio staff rivela una scelta matura e consapevole. Curare il clima relazionale e investire nell’allenamento mentale sono due indiscutibili punti che rendono la società sportiva più competitiva!



30 ottobre 2017

Il prossimo 3 dicembre si celebra la Giornata dedicata alla disabilità, che quest’anno abbraccia il programma di obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi dell’ONU

La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2017 è un appuntamento che, nelle intenzioni, vuole rappresentare un momento di riflessione e discussione sulla disabilità sotto i vari fronti: politico, civile, sociale, educativo, medico.
Sarà, quest’anno, anche occasione per un importante bilancio: il 2017 coincide, infatti, anche con il decimo anniversario della Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, e ci sarà quindi modo di fare il punto su cosa sia cambiato nei 166 paesi che l’hanno nel frattempo ratificata.

Tema di quest’anno sarà, rispetto alle persone con disabilità e alla loro inclusione nella società, il raggiungimento dei 17 Obiettivi per il futuro che vogliamo: si tratta dei 17 Sustanable Development Goals, ovvero diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati e promossi dall’ONU, dopo gli “obiettivi di sviluppo del millennio “ nel 2015, per promuovere, nel prossimo futuro, lo sviluppo internazionale in modo sostenibile.

I 17 obiettivi riguardano:
1.Lotta alla povertà
2. Lotta alla fame
3.Promozione della salute e benessere per tutti e tutte le età
4. Accesso ad una istruzione di qualità
5. Parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.
6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari... Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari.
7. Energia rinnovabile e accessibile... Assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti.
8. Promozione dell’occupazione e di una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, per tutti
9. Promozione dell’innovazione e delle infrastrutture
10. Riduzione delle diseguaglianze all'interno e tra i Paesi
11. promozione di città e comunità sostenibili
12. Utilizzo responsabile delle risorse
13. Lotta al cambiamento climatico
14. Utilizzo sostenibile del mare
15. Utilizzo sostenibile della terra
16. Promozione di Pace e giustizia
17. Partnership per lo sviluppo sostenibile

22 settembre 2017

IL MENTAL COACH

il mental coach 


La motivazione è un ingrediente fondamentale per raggiungere il successo sportivo e per vincere a qualsiasi livello. Esistono molte diverse tipologie di motivazione come puoi leggere negli articoli della categoria motivazione.
Sulla questione su chi debba motivare gli atleti, l’allenatore o il mental coach, c’è molta confusione e spesso mi rendo conto che gli allenatori non vogliono nello staff un mental coach per la paura che non sia chiara la leadership e con la paura di creare “casini” tra i ruoli dello staff. Infine succede che l’allenatore lavora, spesso senza nessuna competenza, da solo sulla preparazione mentale del gruppo.
Quello che pochi hanno davvero capito è che il mental coach è un elemento dello staff come il preparatore atletico, il tattico, ecc… Si occupa di aiutare gli atleti a sviluppare la loro mentalità vincente e di prepararli mentalmente ed emotivamente a performare in maniera ottimale durante la competizione.
Il Mental Coach motiva l’atleta durante la competizione? Generalmente no! Perchè questo è il ruolo dell’allenatore.
Il Mental Coach è in grado di motivare l’atleta, ovviamente, ma non è suo interesse  legare la prestazione dell’atleta alle sue motivazioni. Il suo vero obiettivo è quello di aiutare l’atleta a scoprire la sua motivazione interna e utilizzarla nel momento più opportuno.

Ruolo dell’Allenatore

L’allenatore è il punto di riferimento dell’intero gruppo è colui che gestisce il gruppo degli atleti e lo staff che ha a disposizione. Generalmente delinea la direzione.
Si occupa della costruzione della squadra e del gruppo ( per gli sport di squadra ) e si occupa soprattutto di preparare l’atleta o gli atleti secondo la sua idea di “gioco”.
Durante la prestazione l’allenatore, dove è possibile, si occupa di gestire gli atleti. Nella gestione c’è anche la motivazione o la gestione dei momenti difficili.

Ruolo del Mental Coach

Il Mental Coach lavora con gli atleti in piena collaborazione con l’allenatore e lo staff. Generalmente si occupa con gli atleti di:
  • Preparazione mentale
  • Rafforzo dell’autostima e della sicurezza
  • Costruzione della mentalità vincente
  • Motivazione e approccio agli allenamenti e alle competizioni
  • Gestione e sviluppo della Comunicazione interna
Quando l’allenatore è davvero un vincente, il Mental Coach lavora anche con lui. Si occupa di:
  • Gestione delle emozioni ( dell’allenatore )
  • Comunicazione produttiva con se stesso e verso gli atleti
  • Gestione della motivazione
  • Tecniche di interruzione di modulo e rifocalizzazione
  • Tecniche di gestione degli allenamenti
Insomma il Mental Coach e l’allenatore non vanno in contrapposizione come credono erroneamente in molti. Il Mental Coach è una risorsa preziosa per il gruppo e per l’allenatore.

Rapporto Mental Coach e atleta durante la prestazione

Io credo che la migliore situazione è quando il Mental Coach e l’allenatore entrano in perfetta sintonia e gestiscono assieme, con l’allenatore che parla, la competizione. Insomma l’allenatore ha come risorsa aggiuntiva il mental coach che riesce a capire con molta facilità i “momenti” emozionali e mentali degli atleti, e si può stabilire insieme ( in pochi secondi ) come gestire al meglio al situazione.

Qualche volta, solo se l’allenatore lo permette e lo vede funzionale agli obiettivi, il mental coach interviene direttamente con gli atleti.

21 agosto 2017

FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE

La TECAR NELLO SPORT ANCHE IL NOSTRO FISIOTERAPISTA LO CONSIGLIA E LA PRATICA  PER IL TIRO CON L'ARCO E ALTRI SPORT


La tecar ha incontrato, per le sue caratteristiche e in particolare per la capacità di ridurre significativamente i tempi di riabilitazione e recupero, le sue prime applicazioni nel mondo dello sport, dove è stata introdotta a metà degli anni '90.
Sono centinaia le squadre professionistiche che utilizzano 
la tecar per permettere agli atleti di recuperare in tempi veloci le loro capacità competitive, ma anche per consentire un allenamento senza interruzioni per incidenti o edemi da sovraffaticamento.
Ridurre e prevenire l'incidenza di traumi è un'esigenza molto sentita nell'ambito della medicina dello sport per far fronte alle problematiche degli atleti, sottoposti a sovraccarichi biomeccanici ed articolari dovuti ad allenamenti sempre più pressanti. I microtraumi ripetuti o la macro traumatologia possono condizionare i programmi di lavoro di un'intera stagione ed incidere negativamente sui risultati attesi. Il supporto di uno staff di esperti in grado di individuare la miglior risoluzione ai problemi che possono insorgere in fase di allenamento ed intervenire con sistemi all'avanguardia si pone alla base di scelte sempre più indirizzate verso il benessere.

  
La diatermia si è dimostrata non solo eccellente nella riabilitazione post-traumatica degli atleti, ma anche un ottimo supporto nell' ambito della prevenzione, al fine di migliorare i processi fisiologici e bioenergetici dell'atleta. I risultati conseguiti la diatermia in tutti gli sport agonistici ed in particolare nella maratona, una delle attività sportive più dure, confermano la validità della metodologia, avallata da numerosi studi scientifici.

Il massaggio con 
la tecar è il coadiuvante ideale nell'ambito sportivo, sia per preparare una muscolatura efficiente, ben ossigenata e tonica, sia per una rapida azione di defaticamento. Impiegato in ambito preventivo e defaticante, il massaggio con la tecar migliora l'efficienza muscolare e diminuisce l'incidenza di eventi traumatici:
  • · Preparazione
  • · Potenziamento
  • · Decontrazione
  • · Defaticamento

Il massaggio con la 
tecar ha un effetto analgesico sul dolore provocato da contratture anomale di un singolo muscolo o di gruppi di muscoli. E' perciò impiegato in ambito terapeutico nello sport per il trattamento di: infiammazioni muscolari, lombalgie, sciatalgie, cervicalgie, crampi, contratture e dolori muscolari in genere
- Decongestiona rapidamente l’edema in fase immediatamente post-traumatica
- Inibisce la contrazione dolorosa riflessa agendo sulle terminazioni meccanocettive della fascia aponeurotica lombare
- Stimola il trofismo muscolare mantenendo il giusto rapporto di forze fra muscoli agonisti e antagonisti.



27 luglio 2017

ASD

Associazione sportiva dilettantistica









Un'associazione sportiva dilettantistica (A.S.D.) è un'associazione con finalità sportive senza scopo di lucro. Tale formula, oltre ad essere più semplice ed economica nelle fasi di costituzione e gestione, consente di avvalersi di significative agevolazioni fiscali. Tipicamente una ASD è affiliata ad un Ente di promozione sportiva.
In seguito all'emanazione della legge 289/2002, la possibilità di usufruire del regime fiscale agevolato è stata estesa anche alle cooperative e alle società di capitalicostituite per svolgere attività sportive dilettantistiche senza scopo di lucro (società sportive dilettantistiche / S.S.D.). La formula associativa costituisce però, ancora oggi, il riferimento prevalente nel mondo sportivo dilettantistico.



Requisiti[

Per godere dei benefici fiscali previsti dalla legge, l'associazione sportiva dilettantistica deve rispettare i seguenti requisiti:
  • divieto di distribuire utili o capitale durante la vita dell'associazione;
  • inserimento dell'indicazione "sportiva dilettantistica" nella denominazione sociale;
  • obbligo di devolvere il patrimonio residuo, in caso di scioglimento dell'associazione, a enti con finalità sportive, sentito l'apposito organismo di controllo;
  • disciplina uniforme del rapporto associativo;
  • divieto di soci temporanei;
  • obbligo di tesserare ciascun individuo con tessera amatoriale o agonistica;
  • obbligo di redigere ed approvare un rendiconto economico e finanziario;
  • libera eleggibilità degli organi amministrativi e principio del voto singolo;
  • divieto per gli amministratori di ricoprire cariche del medesimo genere in altre società o associazioni sportive dilettantistiche;
  • criteri di ammissione ed esclusione degli associati e idonee forme di pubblicità delle convocazioni, delle delibere e dei bilanci;
  • intrasmissibilità della quota e sua non rivalutabilità.
Occorre inoltre che l'associazione si iscriva nell'apposito registro tenuto dal CONI.

Benefici fiscali[

I benefici fiscali di cui gode l'associazione sportiva dilettantistica in regola con i requisiti di legge sono i seguenti: (articoli 143 e 148 del T.U.I.R.)
  • il Testo Unico delle Imposte sui Redditi all'articolo 148 considera sempre imponibili (cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, somministrazioni di pasti, erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore, prestazioni alberghiere, di alloggio, di trasporto, gestione di spacci aziendali e di mense, organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale, pubblicità commerciale) è possibile usufruire del regime agevolato previsto dalla legge 398/1991. Tale agevolazione prevede una notevole riduzione degli adempimenti contabili e il pagamento delle imposte dirette e dell'IVA in modo forfettario;
  • possibilità di erogare compensi a coloro che svolgono attività sportiva dilettantistica fino a 7.500 euro annui in esenzione fiscale (legge 289/2002, articolo 90).

12 luglio 2017

Oggi parliamo del tiro di campagna
Metti insieme un’attività davvero antica diventata sport come il tiro con l’arco e un percorso nella natura ed ecco servito uno sport divertente da praticare all’aperto: è il tiro con l’arco di campagna, la versione itinerante del tradizionale arciere.
Funziona più o meno come il golf: c’è un percorso di circa 4/5 km, ci sono delle stazioni di tiro in cui si trovano delle sagome tridimensionali che simulano la presenza di una serie di prede, e c’è un gruppo di arcieri che si muove da una stazione all’altra cercando di accumulare il maggior punteggio possibile.
Le piazzole possono variare da 24 a 28 a seconda delle specialità, le sagome variano di dimensione da poche decine di centimetri (più o meno come un coniglio) a un metro e mezzo di altezza (più o meno come un cervo) e si trovano a distanza variabili tra i 20 e i 55 metri. Ma soprattutto ci si trova a scoccare le frecce nelle condizioni più diverse: nel folto del bosco, in una radura assolata, in pendenza dall’alto verso il basso o viceversa, su colline, in prati, spiagge o altri ambienti naturali.
No, non si può andare in giro per i boschi a sparacchiare frecce a destra e manca, ma occorre andare in una delle strutture affiliate alla FIARC dove sono garantite tutte le condizioni di sicurezza. E soprattutto non è uno sport che si improvvisa: tecnico come il tradizionale tiro con l’arco con in più le difficoltà ambientali, richiede almeno un training con un istruttore certificato che può durare dalle 6 alle 8 lezioni (normalmente 1 a settimana, per un mese e mezzo o due complessivi) e costa normalmente intorno ai 150 euro.
Cosa serve per praticare il tiro con l’arco di campagna? Ovviamente arco e frecce, il cui noleggio normalmente è compreso nel prezzo del corso iniziale, e poi abbigliamento da trekking per muoversi nella natura, soprattutto scarponi che proteggono le caviglie, pantaloni lunghi per camminare nei rovi, t-shirt per escursionismo e uno zaino per portare con sé l’occorrente per stare in giro dal mattino a metà pomeriggio.



La Storia dell’Integrazione parte da Lontano

La Storia dell’Integrazione parte da Lontano La prima manifestazione sportiva che mise in campo persone con disabilità la si riscontra i...